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Subject: Cosa state ascoltando?
a un certo punto ho cambiato e ho sentito due cose di Sanremo...
per dimenticare subito ho messo questo
per dimenticare subito ho messo questo
scrivendo su Youtube "la canzone più brutta del mondo" si trovano le Shaggs.
è una vera ingiustizia; perchè loro erano ovviamente the real thing (Kurt Cobain) ovvero Better than the Beatles!!!
The Shaggs...Ed Wood's house band
una bella recensione si trova qui
http://www.blowupmagazine.com/cont/ripeschiamoli-the-shaggs.asp
da cui...
“Philosophy Of The World” è quanto di più indegno possiate immaginare. Le tre povere sorelle suonano come se fossero in luoghi diversi, non c’è un minimo di tenuta ritmica, di senso armonico condiviso, di capacità tecnica. La voce sbaglia le entrate e stona, le melodie sono ridicole e tutte uguali, la chitarra strimpella perennemente la stessa corda e la batteria sgambetta senza sapere minimamente cosa fare. Il basso per fortuna è presente in un solo pezzo - ed è la quarta sorella, Rachel, a prenderlo in mano con immaginabili risultati. Per quanto riguarda la musica prodotta, diciamo che si tratta di una specie di beat melodico e infantile, anche se è veramente difficile trovargli dei paragoni.
Eppure è vero: può essere uno dei più grandi album della storia. L’ingenuità e la forza che sprigiona sono immense. È il suono di una miriade di esistenze inesistenti, la colonna sonora di tutti noi. Austin presumibilmente avrà ascoltato le mille band che passavano per radio e si sarà detto: se riescono loro possiamo riuscire anche noi. Proviamo - e provò. Se non il progenitore del suono punk, certo questo disco è il padre della sua estetica e il primo artefatto degli amanuensi del rock, dagli Half Japanese ai Beat Happening a tutto il lo fi dei ‘90. Non li avrà direttamente influenzati, dacché pochissimi lo avranno sentito, ma è primo il sintomo di una malattia che nel tempo si sarebbe espansa a macchia d’olio: il sogno del fai-da-te, del non-musicista che ce la fa, del ‘proviamoci comunque vada’, della bruttura che si fa magia, persino l’epitome del(la fine ingloriosa del) sogno americano. E poi porta con sé una filosofia di vita rara e illuminante, perfettamente riassunta in una title track che è la recensione definitiva non solo del disco stesso ma di quasiasi altro album sia mai stato inciso in qualsiasi posto e qualsiasi tempo:
“I ricchi vogliono quello che hanno i poveri
e i poveri vogliono quello che hanno i ricchi
I magri vogliono quello che hanno i grassi
e i grassi vogliono quello che hanno i magri
Non si riesce mai a piacere a tutti In questo mondo”
(edited)
è una vera ingiustizia; perchè loro erano ovviamente the real thing (Kurt Cobain) ovvero Better than the Beatles!!!
The Shaggs...Ed Wood's house band
una bella recensione si trova qui
http://www.blowupmagazine.com/cont/ripeschiamoli-the-shaggs.asp
da cui...
“Philosophy Of The World” è quanto di più indegno possiate immaginare. Le tre povere sorelle suonano come se fossero in luoghi diversi, non c’è un minimo di tenuta ritmica, di senso armonico condiviso, di capacità tecnica. La voce sbaglia le entrate e stona, le melodie sono ridicole e tutte uguali, la chitarra strimpella perennemente la stessa corda e la batteria sgambetta senza sapere minimamente cosa fare. Il basso per fortuna è presente in un solo pezzo - ed è la quarta sorella, Rachel, a prenderlo in mano con immaginabili risultati. Per quanto riguarda la musica prodotta, diciamo che si tratta di una specie di beat melodico e infantile, anche se è veramente difficile trovargli dei paragoni.
Eppure è vero: può essere uno dei più grandi album della storia. L’ingenuità e la forza che sprigiona sono immense. È il suono di una miriade di esistenze inesistenti, la colonna sonora di tutti noi. Austin presumibilmente avrà ascoltato le mille band che passavano per radio e si sarà detto: se riescono loro possiamo riuscire anche noi. Proviamo - e provò. Se non il progenitore del suono punk, certo questo disco è il padre della sua estetica e il primo artefatto degli amanuensi del rock, dagli Half Japanese ai Beat Happening a tutto il lo fi dei ‘90. Non li avrà direttamente influenzati, dacché pochissimi lo avranno sentito, ma è primo il sintomo di una malattia che nel tempo si sarebbe espansa a macchia d’olio: il sogno del fai-da-te, del non-musicista che ce la fa, del ‘proviamoci comunque vada’, della bruttura che si fa magia, persino l’epitome del(la fine ingloriosa del) sogno americano. E poi porta con sé una filosofia di vita rara e illuminante, perfettamente riassunta in una title track che è la recensione definitiva non solo del disco stesso ma di quasiasi altro album sia mai stato inciso in qualsiasi posto e qualsiasi tempo:
“I ricchi vogliono quello che hanno i poveri
e i poveri vogliono quello che hanno i ricchi
I magri vogliono quello che hanno i grassi
e i grassi vogliono quello che hanno i magri
Non si riesce mai a piacere a tutti In questo mondo”
(edited)
una delle voci che preferisco ascoltare
Karen Carpenter
rip
Karen Carpenter
rip
Dei fratelli ho sempre avuto tutta la discografia, amo la voce di Karen.
E il bello è che lei non si è mai considerata una cantante, ma una batterista!
vero! Una storia triste comunque la sua; nonostante i 100mil (!) di dischi venduti una famiglia opprimente e ultraborghese, un fratello secondo me geloso della sorella frontman e batterista (che donna inopportuna!) e poi l'anoressia cronica che la uccise.
i Sonic Youth la raccontarono molto meglio di me ovviamente
Tentò di affrancarsi con un disco solista (con il gruppo di Billy Joel e altri grandi personaggi) ma il disco incredibilmente non venne pubblicato se non molto tempo dopo la morte (1996!).
Quando la sento mi sembra di percepire note inquietanti, magari mi suggestiono io... però non solo io a giudicare da questa discesa negli abissi... loneliness, is such a sad affair :(
edito linkando il disco solo che fece (non un capolavoro ma testimonianza di un soffocamento stilistico che non sopportava e del desiderio di affrancarsene... questo disco mi ricorda una mosca che sbatte sul vetro)
https://www.youtube.com/playlist?list=PL8255EF09771C7782
(edited)
i Sonic Youth la raccontarono molto meglio di me ovviamente
Tentò di affrancarsi con un disco solista (con il gruppo di Billy Joel e altri grandi personaggi) ma il disco incredibilmente non venne pubblicato se non molto tempo dopo la morte (1996!).
Quando la sento mi sembra di percepire note inquietanti, magari mi suggestiono io... però non solo io a giudicare da questa discesa negli abissi... loneliness, is such a sad affair :(
edito linkando il disco solo che fece (non un capolavoro ma testimonianza di un soffocamento stilistico che non sopportava e del desiderio di affrancarsene... questo disco mi ricorda una mosca che sbatte sul vetro)
https://www.youtube.com/playlist?list=PL8255EF09771C7782
(edited)
quella vocina... due parole e sono uscito dal mio corpo :)
benedetto d'un canadese
benedetto d'un canadese
Sepolta viva nel blues
l'entrata in scena è un colpo al cuore
due fenomeni elettrici
non si può cantare più di così
(edited)
l'entrata in scena è un colpo al cuore
due fenomeni elettrici
non si può cantare più di così
(edited)